Viaggio ad Auschwitz
di Pino Farina

A volte con le nostre moto non attraversano solo verdi o ameni panorami, a volte si possono attraversano anche luoghi dove la storia ha scritto tante pagine.
A volte però queste pagine non sono belle e neanche affascinanti ma brutte, anzi bruttissime, terribili, inumane.
Si stenta sopratutto a credere che il protagonista sia stato proprio quel "uomo" che nell'antico idioma siciliano veniva spesso identificato utilizzando anche il termine "cristiano".
Ma è giusto, e anche doveroso, visitare anche questi luoghi tanto lontani dai nostri panorami preferiti.
Almeno per rendere onore a quei tanti essere umani tragicamente passati per quei luoghi, e per ricordare, sopratutto a noi stessi, che esiste anche l'orrore.
Oltre ogni immaginazione.

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Poter visitare luoghi di cui la storia ha fatto menzione è come poter vivere, in parte, quell’epoca.

La concezione dei miei viaggi in moto è sempre stata particolare: difficilmente per il solo divertimento o lo sterile “macinare” i km; quasi sempre andare associando la cultura, la conoscenza dei luoghi, di storie e di usanze.
Su questa base, anche questo anno 2009 decisi di intraprendere un viaggio affascinante e particolare: la visita dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
La strada per arrivarci partendo dalla Sicilia è molta e non sarebbe stato utile percorrerla in andata e ritorno solamente per la visita dei campi, ma considerata la loro collocazione prevalentemente in un’area centrale dell’Europa ho anche pensato di trascorrere qualche giorno nelle grandi e belle città dell’Europa Centrale.
Il tempo a disposizione, purtroppo, non è tanto; 15 giorni (poi in realtà 13) sono però bastati se ci si prefigge un programma da rispettare.
Ci avevo lavorato su e lo avevo elaborato abbastanza per potermi concedere le tappe necessarie alla concretizzazione di memorie da studi scolastici e comunque concedermi un’altra emozione da vivere in motocicletta.
Non tralascio di precisare che oltre allo studio prettamente logistico del viaggio nei mesi precedenti ho curato anche quello culturale con la lettura di testi e libri che trattano dei lager, delle carcerazioni naziste e la visione di opportuni siti in materia utili a meglio capire la storia e non rischiare aver una immagine traviata della stessa.
Insomma decisi di partire a vedere e visitare il campo di sterminio di Auschwitz in Polonia.
Per giungere lì, quale meta principale, decisi di passare dalla Germania, la Repubblica Ceca (Praga ed i Carpazi), la Polonia (Cracovia) e quindi rientrare attraverso la Slovacchia (i monti della Tata), l’Ungheria (Budapest) e la Croazia, passando in Italia in traghetto.

Parlai del programma ad altri amici e moto-viaggiatori e Massimo si entusiasmo tanto che mi volle
seguire: concordammo quindi il tutto.
Dopo aver preparato la moto con pochissimi bagagli personali (tanto si compra sempre qualche capo di vestiario in giro per i paesi come souvenir) e qualche ricambio, il giorno 4 Maggio 2009 ci imbarchiamo dal porto di Catania per Napoli (almeno evitiamo mezza Italia su strada e si viaggia dormendo).

5 Maggio
alle 10.00 lo sbarco a Napoli ed iniziamo a risalire l’Italia fino alla frontiera con l’Austria attraversando il Brennero. Acquistata la “vignetta” autostradale di pedaggio si continua lasciando l’autostrada austriaca dopo Innsbruck e valicando le Alpi per il Passo di Fussen. La monotonia autostradale finalmente viene sostituita da paesaggi alpini e belle strade di montagna. Peccato che da qui inizierà una leggera pioggerellina che ci accompagnerà fino all’arrivo in Germania a Stoccarda, prima tappa, dove saremo ospiti di un nuovo amico: il fratello di Massimo (01), per questa notte e l’altra. In tutto abbiamo percorso un tappone di ben 1350 km tutti in una volta arrivando a Stoccarda alle 01.00 circa del 6 Maggio (ben 15 ore di sella!!!).

 

 

 

 

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