La litoranea Tirrenica SS. 113
Introduzione
Fra le strade siciliane sicuramente più importanti vi è la strada che collega Palermo con Messina, due città che già dal I°
secolo d. C. hanno scritto importanti pagine della storia siciliana.
La rilevanza di questa arteria in epoca moderna è cresciuta parallelamente all'incremento del trasporto su gomma, raggiungendo già negli anni 80 livelli di traffico assolutamente insostenibili per una strada sostanzialmente finalizzata
fino ai primi del 900 all'uso di carri trainati da animali (fino al secolo 1.800 denominata Regia Trazzera Pa. Me.).
Sostanzialmente una litoranea sorta sulla battigia del mare che non consentiva il minimo adeguamento all'incremento esponenziale del traffico leggero e commerciale che collegava queste due importantissime Citta.
Con ritardi realmente definibili come biblici finalmente nel corso del 2005 è stata completata una spettacolare autostrada che doppia nella sua interezza l'intero percorso (autostrada A20), convogliando in un incessante susseguirsi di vertiginosi viadotti e lunghe gallerie l'intero traffico pesante e commerciale.
Di colpo quindi ciò che realmente poteva apparire come la materializzazione di un girone dell'Inferno Dantesco si trasforma come per miracolo uno dei percorsi più belli e affascinanti non solo della Sicilia, ma in grado di competere con blasonatissime costiere che più a nord si affacciano sullo stesso Mare.
L'assoluta bellezza che può vantare questa strada è costituita da un formidabile mix di prerogative difficilmente
riscontrabili tutte insieme in altre località: da un lato, proprio oltre il guardrail si frangono le acque del mar Tirreno, sul lato opposto della sede stradale iniziano i pendii che conducono in brevissimo tempo nella splendida Riserva Naturale dei Monti Nebrodi.
Completa questo raro quadro d'autore un fondo stradale ottimo e adeguata segnaletica stradale, il tutto in un continuo susseguirsi di piacevolissime curve, quasi sempre a vista e molto facilmente intuibili, che sembrano disegnate dalla stessa natura proprio per essere percorse in moto.
Tuttavia a questo quadro, già degno solo di superlativi, dobbiamo doverosamente aggiungere delle vere perle che portano il nome di Cefalù, S. Stefano di Camastra, Capo d'Orlando, Patti, Tindari, e solo per citarne alcuni.
Tutti luoghi dove la sosta è realmente obbligatoria e non solo per una rapida puntata al bar, come si può agevolmente intuire.
Alle prerogative di cui sopra bisogna anche aggiungere che proprio da questa Statale si dipartono o approdano ben tre fra i percorsi più belli e interessanti dell'Isola che, oltre ad attraversare la bellissima Riserva Naturale dei Nebrodi, collegano rapidamente la stessa litoranea 113 con lo stupendo Parco Naturale del Monte Etna.
Il riferimento è ai percorsi
S. Fratello-Cesarò,
S.Stefano di Camastra-Enna e la
Capo d'Orlando-Randazzo
In breve si può agevolmente affermare che questa Strada Statale non si percorre per raggiungere una qualche destinazione, ma solo per il piacere di percorrerla.
Così come nei percorsi precedentemente descritti è consigliabile suddividere tutto il tratto da Cefalù a Tndari in due tappe da percorrere con velocità assolutamente da Codice e frequenti soste per meglio ammirare le peculiarità della zona nonchè per un altrettanto piacevole assaggio dell'arte culinaria caratteristica di tali località che spaziano dai dolci tipici della tradizione locale ai gustosissimi prodotti tipici che arrivano dai vicinissimi Monti Nebrodi: prelibati formaggi e provole, pregiatissimi funghi, insaccati, olive sott'olio ecc., tutti prodotti che in realtà sembrano finalizzati in ultima analisi a compromettere, con non preventivati
e consistenti carichi, il rapporto peso/potenza del nostro mezzo.