Il giorno più lungo dell'anno solare
Considerazioni di viaggio del 21 giugno 2009
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Anticipiamo subito che le righe che seguono non hanno alcuna attinenza con "Il giorno più lungo" di un lontano giugno del 1944 molto abilmente descritto da Cornelius Ryan, ma molto più pacificamente e tranquillamente ad una piacevolissima e rilassante passeggiata effettuata il 21 giugno 2009.
Sicuramente il modo migliore per festeggiare l'appuntamento con il solstizio d'estate, il "giorno più lungo", appunto, ma dell'anno solare.
Come per incanto tutto sembra predisporsi per una piacevolissima gita senza mèta prefissata o orari da rispettare, insomma una passeggiata in moto fine a se stessa.
Temperatura decisamente gradevole, leggero stato nuvoloso, traffico stradale scarso, leggeri venti di brezza e ovviamente fondo stradale perfettamente asciutto, proprio un mix di condizioni ideali.
In garage la fedele compagna di tanti viaggi sembra attenderci per trascorrere ancora insieme una rilassante e bellissima giornata.
Uno scatto della chiavetta, una leggera pressione sul pulsante e la nostra moto si anima con un suono piacevolmente ritmato e rassicurante, comunicando così tutta la sua disponibilità ad eseguire al meglio ogni nostro desiderio.
Il caratteristico scatto del cavalletto ci dà il via, la strada ci attende per regalarci spettacoli e sensazioni rare, sembra infatti che un formidabile scenografo abbia curato ogni dettaglio dello spettacolo mettendo anche in mostra i pezzi migliori.
Colline, pianure e aspri rilievi ricoperti da un manto di tenue giallo screziato di verde scorrono dolcemente ai bordi della strada cambiando continuamente scenari che lasciano traccia nella memoria.
Anche un delicatissimo e indefinibile profumo ci raggiunge dentro il casco, aggiungendo così un'ulteriore ineffabile sensazione, proprio un tocco di raffinatezza.
Non manca neanche una gradita colonna sonora: il nostro motore che girando dolcemente ci porta a spasso nell'assoluto rispetto del codice.
Sensazioni rare, forse uniche, che sicuramente solo la moto sa regalare a chi ha la sensibilità di cogliere questi sottili ma impareggiabili piaceri.
Concordiamo pienamente con il Direttore di una nota rivista del settore che "quattro ruote trasportano un corpo, due muovono l'anima".
Ci lasciamo alle spalle la grande città con il suo porto e l’inconfondibile montagna che lo sovrasta, immagine forse unica che tanto colpì famosi viaggiatori d’oltralpe già dal 1700.
Raggiunti i raccordi in periferia scegliamo a caso l'uscita sulla destra che ci condurrà verso l’interno dell’Isola lasciando sulla sinistra la strada che invece si snoda su centinaia di chilometri di splendida litoranea.
Due veloci rettilinei ci fanno scollinare verso altri panorami facendo sparire del tutto lo spettacolo appena descritto, innanzi a noi ora si presenta una splendida pianura un tempo chiamata “giardini” per le famose coltivazioni di arance e altri agrumi.
In pochi minuti cambia radicalmente il tipo di strada e con essa il paesaggio che la circonda: dolci colline scorrono alla nostra destra percorrendo piacevoli curve in leggera ascesa. Sulla destra, incastonato nel paesaggio, i resti di un piccolo ma inconfondibile castello tanto raffigurato in molte cartoline.
Ancora pochi chilometri e improvvisamente dopo una curva la strada e i paesaggi cambiano radicalmente mostrandoci un fascino completamente diverso.
Sullo sfondo di rettilinei in discesa si stagliano le ripide pareti di un alto monte (1.600 metri) che sembra proprio incombere sui minuscoli automezzi che transitano ai suoi piedi, ma che in effetti cela all'interno dei suoi boschi un formidabile mix di bellezze naturali e architettoniche.
Rapidamente raggiungiamo un’ampia pianura e con essa si aprono panorami che sfumano verso l’orizzonte.
I lunghi rettilinei abbreviano però anche questo particolare spettacolo delineando sempre più chiaramente gli scenari che ci attendono.
La pianura e i rettilinei si trasformano rapidamente in salita con curve anche impegnative, sulla destra un alto e ripido monte spicca su tutto il paesaggio calamitando la nostra attenzione. Sulla cima, ben visibili, le poderose mura di un vecchio castello che sembra sorvegliare severo i viaggiatori che transitano in questa strada.
Sulla sinistra invece un profondo e ampio dirupo apre al nostro sguardo lontani orizzonti, sullo sfondo una lontana e famosa catena montuosa che nasconde nei suoi boschi un museo di importanza continentale per flora e fauna, un'altro vero gioiello della natura per chi sa apprezzare simili spettacoli e silenzi.
Ancora sulla nostra sinistra invece sono appena scomparse colline molto caratteristiche che tanto rievocano alcuni paesaggi di John Ford nel suo Ombre Rosse.
Panorami e spettacoli affascinanti che si succedono rapidamente sollecitando la fantasia del viaggiatore, sensazioni molto particolari che ci fanno volare ben oltre le due ruote che corrono sull'asfalto.
Conveniamo pienamente con la riflessione di un amico (motociclista), che con la stessa raffinata abilità guida sia la moto che la penna, “viaggiare è uno stato mentale” e non soltanto spostarsi da una località ad un’ altra, con altre parole “due ruote muovono l’anima”, per il “trasporto” è meglio adoperare altri automezzi.
Certamente in nostro affascinante "viaggio" non termina con questo tratto di strada, ma potrebbe estendersi ben oltre i confini della nostra Isola, rischiamo però di non potere mai scrivere le parole "fine del viaggio", almeno con la nostra fantasia.

inf@siciliainmoto.it