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Il panorama delle aziende vinicole della provincia di Trapani è ormai
molto variegato, essendosi arricchito negli ultimi anni di parecchi nomi
nuovi.
Molti prodotti che non dicono molto, una correttezza tecnica che elimina
il pericolo di vini grandemente difettosi, ma porta con sé l’orrore
dell’omologazione.
Nella massa però emergono anche apporti di nuove idee, di nuove
interpretazioni dei rivalutati vitigni locali, alcune belle prove su
vitigni internazionali o comunque tipici di altre regioni italiane.
Andiamo per ordine, però, cercando di sgranare le perle enologiche su un
filo conduttore di strade e percorsi, con un giro ideale che parte da
Alcamo.
Prima di partire, una parentesi in direzione di Camporeale, su una
provinciale che delle caratteristiche di strada conserva ben poco, si
trovano le cantine Rapitalà.
Frutto dell’intuizione del francese de la Gatinais, dieci anni fa sono
state cedute al gruppo GIV che le ha rilanciate dopo un periodo
economicamente buio.
Alcune buone realizzazioni, fra cui l’economico ma interessante Piano
Maltese, arricchiscono l’offerta vinicola di quest’azienda.
Ripartendo da Alcamo, ma stavolta procedendo sulla SS113 per circa 4
chilometri in direzione Palermo, troviamo la cantina sociale “Sant’Antonio”,
che si distingue dalle altre consorelle per l’attenzione alla qualità,
nonostante prezzi estremamente ridotti. Nella zona, come in tutto il
Trapanese, il vitigno bianco caratteristico è il Catarratto, che nel
disciplinare della D.O.C. locale entra in percentuale minima del 60%
(Alcamo DOC) o dell’80% (Alcamo DOC Classico).
Il vino ha un colore giallo paglierino, in alcune realizzazioni
piuttosto scarico. Al naso presenta spesso note floreali, di ginestra e
biancospino.
In bocca ha una spiccata acidità che richiama il limone e l’acetosella,
con conferma del floreale ed una caratteristica nota di mandorla amara
che, nelle migliori realizzazioni, dona lunghezza ed eleganza al vino.
Mi fa particolarmente piacere segnalare il bianco tradizionale (nel
senso che non si avvale della fermentazione termocondizionata), sempre
da uve Catarratto, che al bel colore ambrato coniuga un corredo
olfattivo e gustativo ricchissimo di temi: miele, melone bianco, frutta
esotica su una base iodata, quasi salmastra, che viene del tutto
confermata in bocca.
E costa molto meno di un litro di benzina…
Altra bella prova viene data sul Grillo, il vitigno principe del
Marsala, tornato prepotentemente di moda negli ultimi anni, sebbene
talvolta vinificato con lieviti che danno al vino un’impronta troppo
verde, erbacea, che lo snatura.
I rossi hanno il loro punto di forza nel Nero d’Avola, ma anche il
Cabernet Sauvignon, il Syrah ed il Merlot offrono interessanti spunti
degustativi.
Nella stessa zona di Bosco Falconeria (sempre sulla SS113), la piccola
produzione dell’azienda agricola Simeti-Taylor è una di quelle perle a
cui si accennava sopra, per cui le bottiglie mostrano l’amore del
produttore per il suo mestiere.
Sempre ad Alcamo, ma stavolta procedendo per circa 5 km sulla SS119 in
direzione Castelvetrano, si trova il baglio in cui ha sede l’azienda
agricola Ceuso, che oltre dieci anni fa acquisì una certa fama con la
sua prima realizzazione: un rosso blend a base Nero d’Avola che ha avuto
alti e bassi nel corso degli anni, ma che ha tenuto fede al suo
carattere di vino strutturato e ricco di sentori fruttati, con tannini
molto presenti.
Procedendo sulla SS113 in direzione di Trapani, si incontra Fulgatore.
Nel paese si trovano le cantine Fazio, in cui viene prodotto uno dei
pochi spumanti siciliani (il “Petali”), che è degno di nota nella
versione dolce, meno in quella secca. Un’altra bottiglia di buon
successo è il Müller-Thurgau, che manca della finezza degli originali
alto-atesini o austriaci, ma ne mantiene il carattere aromatico e
piacevole.
Poco prima di Trapani, basta deviare di qualche chilometro per trovare
altre due aziende interessanti: intorno alla Rocca di Giglio, alle falde
del monte Erice, si trovano le Tenute Adragna.
Contattate i proprietari e godete della gentile accoglienza di Goffredo.
Ad Erice, l’azienda Castel Venus ha recentemente dato prova di una buona
crescita ed è anche arricchita dalla presenza di una gradevole struttura
agrituristica.
A Trapani si abbandona la SS113, che ha in città il suo punto d’arrivo,
dopo aver percorso tutta la costa nord da Messina.
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Proprietà letteraria:
Marcello Ingrassia -
Marcello.Ingrassia@donrizzo.bcc.it
(Da Alcamo a Trapani -
parte 1°)
(Da Trapani e Marsala - parte 2°)
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