Le strade dei vini
Da Trapani a Marsala
(SS 115)

Da Trapani a Marsala - parte 2°
Da Alcamo a Trapani - parte 1°

 

 

                 

 

 

Per proseguire in direzione di Marsala si può quindi imboccare la SS115,  strada che percorre tutta la costa meridionale fino a Siracusa.
Una sosta a Paceco ci permette di visitare l’azienda Fondo Antico, fra le prime ad avere rispolverato il Grillo nella sua interpretazione come vino da tavola da monovitigno.
A questa bottiglia (il “Grillo Parlante”) si aggiungono altre da Chardonnay, Nero d’Avola, Syrah ed altri vitigni, anche in interessanti blend.
Sempre a Paceco, le cantine Firriato continuano a seguire la loro filosofia ed interpretare in modo “australiano” (elevata gradazione, massima rotondità e corpo imponente, tannini morbidi) i vitigni autoctoni ed internazionali, con produzioni che certo non si possono definire di nicchia e con qualche bottiglia di recente uscita (per esempio lo “Charme” bianco) da evitare con cura.
Proseguendo verso Marsala, si può optare per l’abbandono della SS115 in favore della SP21, che da Trapani costeggia le saline e lo Stagnone, con la vista di Mothia e la possibile, anzi consigliata, sosta alle saline Ettore & Infersa, dove sedersi ad ammirare lo spettacolo delle vasche e dei mulini a vento usati per macinare il sale.
Entrando in città si entra anche nella storia di un vino la cui origine è tanto antica da risultare di difficile datazione, anche se ci sono testimonianze di epoca romana che parlano di un vino forte e “conciato”, cioè arricchito.
Proprio come si continua a fare dopo il suo boom commerciale, favorito dall’intervento di imprenditori inglesi come Woodhouse, che nel 1773 decide di esportarlo, aggiungendo una percentuale di alcool per stabilizzarlo durante il trasporto.La formula del marsala era finalmente quella definitiva: una base di vino robusto ottenuto da uve bianche Grillo per la maggior parte, con percentuali ridotte e variabili di Inzolia, Catarratto e Damaschino.
A questo si aggiunge mosto cotto e mistella (o sifone, costituito da mosto di uve Grillo e alcool nella misura di circa 1/4) e alcool.
Esiste anche un marsala rosso detto Ruby in onore delle sue ascendenze inglesi, prodotto con uve Pignatello, Calabrese e Nerello Mascalese in proporzioni variabili. Dosando opportunamente gli ingredienti e variando le durate dell'invecchiamento si ottengono le tantissime tipologie denominate Fine, Superiore o Vergine che a loro volta possono essere Ambra, Oro o Rubino e spaziare nella gamma da Secco a Dolce in relazione alla quantita' di zuccheri.
Sulla SS115 si trovano le indicazioni per le cantine Fina, una bella azienda di recente fondazione, con una produzione molto ampia ed in buona parte interessante.
Un buon Nero d’Avola, uno Chardonnay, un Viognier che non è proprio il simbolo della Sicilia, ma è ben fatto!
Se visistate la cantina in orario prossimo al tramonto, non andate via prima di avere accompagnato il sole al disotto dell’orizzonte: dalle cantine si domina tutto lo Stagnone, per uno spettacolo di colori cha ha del sublime.
Se invece entrate in città dalla SP21 la prima sosta è alle cantine Pellegrino, gigante produttivo che mantiene un buon rapporto qualità/prezzo (anche con gli altri marchi, come Duca di Castelmonte) ed ha fra le sue bottiglie anche qualche pezzo davvero interessante come, per esempio, il Vergine Riserva 1962.
Chiedendo di visitare le cantine, non bisogna perdere l’opportunità di salire al ristorante, ricavato in cima a due antichi silos ora trasformati in struttura d’accoglienza.
Le vetrate a 360 gradi offrono una vista indimenticabile sullo Stagnone, soprattutto al tramonto.
Altra sosta è consigliata alle cantine Florio, quelle storiche per eccellenza.
Anche lì preziose bottiglie possono essere degustate ed acquistate, come i notevolissimi e curati Superiore Riserva Storica, ma anche l’ottimo Terre Arse.
Si prosegue per pochi metri lungo la strada che fiancheggia il mare ed eccoci alle cantine Rallo, di proprietà della famiglia Vesco.
Di recente ristrutturate, offrono una visita interessante e prodotti di buona qualità, fra i quali spicca il Marsala Vergine Soleras.
Infine, trascurando tutta una nutrita schiera di altri stabilimenti produttivi, si consiglia di passare dalle cantine Donnafugata.
Non specificamente marsaliste, con l’annata 2008 hanno ritrovato quella marcia in più che negli anni passati le aveva portate ad un grande successo.
Ottimamente gestite dalla famiglia Rallo che vi accoglierà con la massima gentilezza, producono una vasta gamma di bottiglie fra cui segnaliamo quelli un po’ meno noti: per esempio l’Anthilia o il Kabir, dolce.
Si può uscire da Marsala sulla SS188, in direzione di Salemi, deviando poi per contrada Ciavolo e quindi per Santo Padre delle Perriere, per arrivare al Baglio Samperi, sede delle cantine De Bartoli.
La vulcanica personalità di Marco, da sola, meriterebbe la sosta. Ma ci sono le sue bottiglie di vino ad aggiungere fascino ad una zona che ne ha in abbondanza. Da sempre fautore di una visione poco ortodossa della produzione di vino, è riuscito a mettere in bottiglia la sua irruenta personalità, alla ricerca di una realizzazione che non cerca di ingraziarsi chi beve.
Forse solo una delle bottiglie risulta “ruffiana”, come definita dallo stesso produttore, ed è il dolce “Vigna La Miccia”.
Da non perdere il Marsala Vergine Riserva Ventennale, forse il migliore Marsala in commercio.
L’azienda ha vigneti anche a Pantelleria, da dove viene il noto (e costoso) passito “Bukkuram”.
La SS188 prosegue verso Salemi, diventando tortuosa solo nell’ultimo tratto.
A questo punto potrebbe essere necessario rifocillarsi, compito a cui può benissimo provvedere Nino, uno dei tre fratelli titolari del ristorante “La Giummara”.
Non facendosi ingannare dalla collocazione nell’entroterra del paese, si può ordinare del pesce con la certezza che nel piatto ci sarà solo freschezza.
Il tutto a prezzi veramente bassi in rapporto all’eccellente qualità.
Da Salemi si può agevolmente raggiungere Gibellina Nuova e, con circa sei chilometri di una strada piacevolmente panoramica, Santa Ninfa.
Un’ultima sosta interessante si può fare presso le cantine Ferreri, nella cui produzione di buon livello spicca la realizzazione su base Catarratto, il vitigno bianco troppo spesso coltivato in funzione delle rese e non della sua vinificazione in senso qualitativo.
E’ tempo di mettere fine a questo giro, tornando verso Alcamo dall’autostrada, ma uscendo allo svincolo di Gallitello per godere degli ultimi 15 chilometri di belle curve dall’asfalto non troppo scadente.
Attenzione al traffico rurale, non è bello trovarsi un gregge o un trattore nel bel mezzo della curva.
Ancora meno se le soste alle cantine…non sono servite solo per vedere!

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Proprietà letteraria: Marcello Ingrassia - Marcello.Ingrassia@donrizzo.bcc.it

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