
Eventi Culturali in Sicilia
13 dicembre 2009
Morgantina - il ritorno delle Dee

Cenni storici
Proprio alla confluenza fra i monti Etna, Madonie e
i Monti Erei, lungo la Valle del Simeto, sorgeva sul monte Cittadella (570 m. s.l.m.),
l'antichissima città di Morgantina.
Le prime tracce di questa cittadina sono costituite da un villaggio di capanne
circolari e rettangolari risalenti alla prima età del bronzo databili quindi fra
il 2.000 e il 1.600 a.C.
In epoca successiva, dal XIV al IX sec. a.C, sopraggiunsero nell'Isola varie
popolazioni provenienti probabilmente da altre regioni italiane. Un gruppo di
questi, provenienti
dalla Sicilia orientale, denominati Siculi arrivano in questa zona guidati, secondo la
leggenda, dal re Morges considerato il fondatore di Morgantina.
Successivamente (VIII sec. a.C.) inizia la colonizzazione ellenica dell'Isola
con l'arrivo dei primi coloni provenienti dalla Calcidia.
Come già cennato in altre pagine del sito queste popolazioni elleniche non entrano in
conflitto con le popolazioni locali, anzi si stabiliscono ottimi rapporti anche commerciali come testimoniano
oltre alle famose teste marmoree denominate ACROLITI datate intorno al 520 a.C.
un notevole numero di reperti fittili.
Nei secoli successivi con l'ascesa delle potenze militari ed economiche
delle città elleniche la nostra città di Morgantina rimase inevitabilmente coinvolta in un lungo
alternarsi di lotte e dispute.
Il periodo di massimo splendore di Morgantina si può datare con certezza durante il lungo
regno di Gerone (275 - 215 a.C.), quando la città raggiunse la considerevole
popolazione di circa 10.000 abitanti e come espressione della potenza militare
ed economica raggiunta viene realizzata l'importante Agorà.
Successivamente però anche Morgantina segue la sorte di tutte le Città-Stato
dell'Isola con la conquista romana capitolando nell'anno 211 a.C. ad opera di
Marco Aurelio Cethego che ne distrusse le mura di cinta.
La cittadina sopravvisse però per un lungo periodo grazie anche alla sua ottima
posizione strategica sulle più importanti vie di transito e collegamento dell'Isola, la sua Polis venne utilizzata
infatti come Oppidum per le legioni romane che si
spostavano nell'Isola, nonchè per le importanti coltivazioni di cereali, olio e
vino derivato dalla famosa vite autoctona "Murgentina" citata anche da M. P.
Catone e Plinio.
Il mutare delle esigenze militari e politiche determinano però il progressivo
abbandono del sito intorno all'anno 30 a.C. come testimoniato dallo storico Strabone e confermato dagli studi
sui reperti rinvenuti nell'area.
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La data dell'odierna manifestazione è di grande rilievo per il rientro nel Museo di Aidone, provenienti da musei americani, dei frammenti marmorei di due statue raffiguranti le Dee Demetra e Kore realizzate intorno al VI sec. a.C. con la tecnica denominata "acrolitica" costituita appunto da statue con le estremità (testa, mani e piedi) in marmo, mentre il corpo è ligneo ricoperto con tessuti.
Arrivo in Aidone dei motociclisti
Aidone - Stemma del Comune
Aidone - Chiesa di S. Giovanni
Aidone - Museo di Morgantina
Morgantina - Viale zona archeologica
Teatro
Pavimenti con mosaici
Casa di Ganimede (III sec. a.C.)
Pavimenti con mosaico nella
Casa di Ganimede
Spettacolare panorama dal Monte Cittadella

I
due piccoli custodi del Sito Archeologico ai piedi della biglietteria