Percorsi enologici

 

 

 

 

Località 

 

 

 Agrigento

 

 

 

Per esplorare la provincia di Agrigento, ripartiamo ancora da Alcamo. 
Al fine di massimizzare il godimento motociclistico, la scelta migliore è quella di uscire dal centro abitato sulla SS 119, ideale continuazione di Corso dei Mille. Attenzione però, il primo tratto è al momento chiuso per lavori (che non sono ancora neppure iniziati, complimenti alle amministrazioni responsabili) e bisogna arrivarci tramite una deviazione. 
La strada è di fondo buono e si snoda in un paesaggio rurale assolutamente piacevole. Belle curve con asfalto accettabile, fate solo attenzione allo sporco se si percorre dopo qualche giorno di pioggia. Dopo 20 km svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per la SS 624 (s.v. Palermo-Sciacca) che si dovrà imboccare in direzione Sciacca. 
Dopo pochi chilometri di una strada veloce e trafficata si può uscire allo svincolo per Sambuca di Sicilia, dove si arriverà dopo aver costeggiato il Lago Arancio. 
A Sambuca la visita d’obbligo è alle cantine Planeta (www.planeta.it). 
Si trovano fuori dal centro abitato, vicine al lago ed a parte dei vigneti che forniscono le uve per alcune delle bottiglie prodotte.
L’azienda è nota a livello internazionale e proprio con vitigni internazionali ha raggiunto la notorietà. Nella gamma c’è ancora il notevole e potentissimo (nonché pluripremiato) Chardonnay di grandissimo corpo ed ottima fattura, pesante ma mai noioso. 
Lasciato maturare qualche anno (personalmente penso che dia il meglio dopo 5, al massimo 6 anni dalla vendemmia se l’annata è buona) in cantina regala sensazioni forti anche ad un palato esigente.
Interessante il Merlot, anche questo con un palmares ricco di premi. Per inciso e senza riferirci a questa bottiglia in particolare, ricordiamo che ai premi non sempre corrisponde la qualità. 
Inoltre si imbottiglia il Cometa (Fiano in purezza), un Syrah, un Cabernet Sauvignon chiamato Burdese. L’Alastro è un bianco molto profumato, il Santa Cecilia un Nero d’Avola, immancabile quando si parla di vini siciliani. 
Il prodotto che apre la gamma e’ La Segreta, disponibile sia in versione bianca che rossa, entrambi blend corretti ma non particolarmente emozionanti.
Ma riprendiamo la strada e dirigiamoci, guidando su una ventina di km di strada piacevole e non veloce, verso Menfi. 
Sulla SS 115 troviamo le cantine Settesoli la cui linea Mandrarossa (www.mandrarossa.it) ha portato una ventata di novità nel panorama vinicolo siciliano. 
La novità risiede nel rapporto fra qualità e prezzo di bottiglie non pretenziose, ma ben fatte e vendute ad un prezzo che i produttori siciliani hanno da tempo bollato come non remunerativo. 
Non ci soffermiamo ad analizzare le ragioni di queste scelte, che includono anche l’importante variabile delle dimensioni aziendali, ma ci fa piacere trovare in enoteca un vino ben fatto a prezzi inferiori ai 5 euro. 
La migliore realizzazione è, a nostro parere, lo Chardonnay. Di buon corpo e dal corredo aromatico abbastanza ampio e ricco, mostra le caratteristiche tipiche di questo vitigno ormai perfettamente acclimatato in terra di Sicilia. Anche il Grecanico è una buona bottiglia. 
A proposito di vitigni autoctoni, con il Catarratto la cantina produce una Vendemmia Tardiva interessante e non costosa. Attacco piuttosto acido che ben bilancia la presenza di zuccheri, mantiene profumi e sapori del vitigno originario. Un finale leggermente mandorlato tipico del vitigno dona fascino a questa realizzazione.
Fra i rossi l’immancabile Nero d’Avola, poi Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot in purezza, due bottiglie (Bendicò - dal nome dell’alano di casa Corbera, gattopardesca memoria – e Bonera) che utilizzano Nero d’Avola in blend con le varietà internazionali. 
Ma è tempo di rimettersi in moto, c’è ancora tanto da esplorare! 

Marcello     

       

Alcamo - Trapani 

  

Marsala

 

Agrigento

 

   

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