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Cenni storici e archeologici
Il turista, che
seguendo la SS 115 si dirige da Sciacca alla volta di Ragusa, Catania e
Taormina, circa a metà strada, attraversa l'antichissima e gloriosa cittadina
di Gela.
Purtroppo lo spettacolo che sin da lontano richiama l'attenzione sono delle
altissime e fumanti ciminiere, che nell'approssimarsi rivelano in tutta la loro
spettacolare mostruosità, una imponente raffineria petrolchimica che
indubbiamente domina e condiziona l'intero territorio della città di oggi.
La
moderna cittadina di Gela non ha ereditato la grandezza e la magnificenza di cui
fù protagonista in epoca ellenica.
Fondata da colonizzatori
provenienti da Creta e Rodi nel lontano 689 a.C., fu per molto tempo la colonia
dorica più importante sul Mediterraneo. Si deve, tra l'altro, proprio a Gela,
la fondazione di un'altra importante città dell'epoca, Akragas.
Storicamente alleata, appunto con la vicina Akragas, costituì per molti secoli
un vero e proprio baluardo sulle coste del Mediterraneo contro le mire
espansionistiche di Cartagine.
Alla fine del secolo VI, e quindi tra il V e IV secolo, sotto il governo di
Ippocrate, la città assurse a livelli tali di economia e potenza militare
da tentare addirittura la conquista dell'intera Sicilia orientale, per il
controllo dello strategico Stretto di Messina.
Così le lontane città di Naxos, Leontinoi e Catania caddero sotto il dominio
di Gela, e la stessa potentissima Siracusa fù salvata solo per l'intervento di
Corinto e Corfù.
Alterne vicende della storia poi la videro fra i vincitori, al fianco di Akragas,
nella terribile battaglia di Himera (480) contro i cartaginesi, e terra di
conquista di Siracusa nel 311.
Questi brevi cenni di un grande passato cercano di rendere giustizia
all'immagine di una città che scrisse molte delle più importanti pagine nella
storia della Sicilia ellenica.
Di grande importanza sia archeologica che storica è
l'acropoli di Gela, posta nella collina a nord della città, delimitata dal
fiume Gela, denominata Molino a Vento.
Già esistente ed abitata sin dall'età del rame, circa 3.000 anni a.C., questa
zona ha restituito tracce anche dell'età del bronzo, costituite da manufatti
ceramici e fittili, nonchè da un villaggio di capanne circolari.
Gli attuali studi sono orientati a ritenere che tale sito non fu più popolato
fino all'arrivo dei primi colonizzatori Rodesi nell'VIII secolo a.C., ma
solamente nel successivo VII secolo la zona del Molino a Vento vide sorgere la
vera acropoli con i primi edifici destinati al culto
Nella zona a sud della città, sulla costa, si trova la località denominata
Emporio, ove sorgeva l'antico importante porto di Gela.
Grande importanza riveste il Museo Archeologico, recentemente rinnovato, ove si
possono ammirare la maggior parte delle opere fittili e ceramiche rinvenute
nella zona.